venerdì 4 ottobre 2013

Una marea di dubbi

Dopo la marea di notizie che hanno inondato i media relativamente allo stato di salute dell'acqua, del suolo e dell'aria in valle Agno e dintorni, occorre una seria riflessione. Sul tavolo delle questioni che scottano non c'è solo il dossier dei cosiddetti perfluorati. C'è un intero scenario che va riconsiderato. Dalle voci che foltrano in Arpav, ma soprattutto dalle preoccupazioni che a mezza bocca fanno capolino nei bar, nei circoli, nelle piazza della vallata, lo stato di saluto del comprensorio abbisogna di una grande e approfondita operazione di monitoraggio. Certo è che con le esigue risorse messe a disposizone di Arpav dalla Regione Veneto sarà difficile incidere in profondità. A Venezia, come a Roma dovrebbero mettersi il cuore in pace e creare un fondo ad hoc. Un fondo utile a finanziare uno studio interdisciplinare, completo ed indipendente, magari affidato ad università straniere. Primo perché con la salute non si scherza; secondo perché è giunta l'ora di cominciare a fare i conti, ragionando anche ma non solo in termini di costi benefici, con l'eredità ambientale lasciata dal settore produttivo, in Val Chiampo come in valle Agno. La cosa però sembra non interessare nessuno.

Enrico Rosa

lunedì 23 settembre 2013

Rotte del Guà, rotte a tutto

C'è molto in sospeso sulla questione dei bacini di sicurezza progettati sulle rotte del Guà tra Arzignano e Trissino. Anzi troppo. Ci sono due vicende giudiziarie, una penale e una amministrativa, che stanno facendo rumore. C'è un orizzonte relativo all'inizio dei lavori che sembra allontanarsi sempre più. In un momento come questo però non bisognerebbe solo limitarsi a dire che i lavori vanno fatti presto e che la giustizia deve fare contemporaneamente il suo corso. Oggi come oggi sarebbe ben utile anche andare a sficcanasare con attenzione nel progetto. E per tre motivi. Uno, per capire se serva o meno. Due, nel caso serva, occorre capire se il progetto sia idoneo. Tre, serve capire se quanto si paga per realizzare ciò che sta nei progetti sia il giusto o se si spenda troppo. La magistratura ha il pallino in mano. E sarebbe importante che andasse a controllare, magari con l'ausilio di consulenti assai esperti, ciò che è stato, diciamo così, prodotto,  sino ad oggi. Se c'è una cosa che ha ambientalmente ammorbato il Veneto, ma non solo il Veneto, questa è la cosiddetta cultura del fare. Soprattutto quando fa rima con fare male o fare disastri.

Enrico Rosa

giovedì 1 agosto 2013

Zanettin, Koris, Miteni...


Non può far che riflettere l'intervista rilasciata a Vicenzapiu.com da Massimo Follesa. La situazione ambientale in valle dell'Agno richiede uno sforzo di intelligenza da parte di tutti i soggetti decisori. Purtroppo non ci sono solo le prospettive che preoccupano ma c'è una ragionamento complessivo sulle colpe e le negligenze del passato che non può più attendere.

Enrico Rosa

domenica 21 luglio 2013

Praga, Praga, Praga


Dopo l'incontro serale della settimana passata mi sono state rivolte parecchie domande su Praga. Poiché non è possibile condensare in poche righe tutto ciò che vorrei dire, mi limito ad alcuni punti anche per non essere bombardato quando sotto Natale gli amanti della capitale boema cominceranno ad ambirla a frotte. Anzitutto non ho tempo per organizzare escursioni all'estero (se non in concomitanza con le mie ferie estive, che spessissimo cadono in momenti poco compatibili con quelle della maggior parte di voi). Ovviamente sono disponibile una sera a parlare della città ceca. Però vi dò un piccolo suggerimento. Prima di trovarci andate in biblioteca e date una letta a Praga magica di Angelo Maria Ripellino. Poi ne riparliamo insieme e scoprirete che guide come le Lonely Planet tornan buone per sare dove andare a bere il caffé o la birra. Ma se volete andare più in profondità...

Enrico Rosa

venerdì 12 luglio 2013

Destinazione val di Non

Visti i continui solleciti mi sono convinto: sto mettendo seriamente in cantiere una visita in val di Non. Rammento a tutti, purtroppo, che come sempre l'uscita è della durata di un giorno e cade, se il giro si farà, sempre alla domenica perché visto il mio lavoro non ho altri giorni liberi. Già da ora, tengo a precisare, che la gita non avrà il tenore enogastronomico dell'anno passato, ma si concentrerà più sul paesaggio e sui luoghi di interesse storico. Sicuramente si farà rotta verso il castello di Thun che dopo il restauro merita una visita approfondita. Per ogni altra delucidazione inviate pure un messaggio alla posta elettronica del circolo (comitato.esagono@gmail.com).

Enrico Rosa

venerdì 21 giugno 2013

Passo Manghen


A tutti coloro che sono interessati segnalo che entro un pio di settimane, ovviamente alla domenica, organizzerò la ormai abituale escursione estiva a passo Manghen. Per ogni informazione ulteriore potete inviare una e-mail all'indirizzo del nostro circolo (comitato.esagono@gmail.com). Tenete perciò a portata di mano macchine fotografiche e videocamere perché la meta merita, e non poco. In loco daremo qualche informazione sul piano storico e paesaggistico. Quest'anno l'idea di massima è quella di puntare con più attenzione in val Cadino.

Enrico Rosa

giovedì 30 maggio 2013

Siamo alla canna del gassificatore

Apprendiamo con viva e vibrante soddisfazione della delibera della giunta regionale veneta numero 574 del 3 maggio 2013 da poco resa pubblica sul Bur. Al di là di ogni merito tecnico, rispetto al quale altri soggetti, come l'associazione No alla Centrale hanno detto e scritto con dovizia in passato, rimane un ambito esclusivamente politico sul quale vorremmo soffermarci. Leggendo il testo si può appurare che il previsto impianto di trattamento degli scarti conciari, ovvero il gassificatore, sarà realizzato a spese del contribuente, variamente distribuite tra enti locali, ente regionale e amministrazione centrale dello Stato. Dai vari organi di stampa abbiamo appreso nel tempo che il soggetto in pole position per la realizzazione dell'impianto, prima in forma pilota, poi in forma definitiva, sarebbe la Sicit, una società di proprietà delle concerie del nostro comprensorio. Orbene, al netto di ogni questione sulla opportunità o meno della nuova infrastruttura, questione che va approfondita ancora, non si capisce come mai un impianto che serve in primis all'industria e che sarà costruito, o che dovrebbe essere costruito, da un soggetto privato ad essa collegato, debba stare in piedi sulla base del solo danaro pubblico. Per giunta da più parti in questo senso si sostanzia tale scelta in ragione della grande valenza sociale e ambientale che il cosiddetto «inceneritore» avrebbe. A fronte di questo però le autorità competenti non hanno ancora provveduto a rendere pubblico l'intero studio collegato al progetto del gassificatore. Ma è mai possibile che scelte, nel bene o nel male, fatte sulla pelle dei cittadini e col danaro dei cittadini, prevedano un parziale oscuramento di dati e informazioni che dovrebbero essere resi pubblici all'istante?

Enrico Rosa